Il paese

Angellara, accovacciata alle falde del Monte Gelbison, nel cuore del  Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, fu anticamente conosciuta per il suo hospitale, attiguo alla cappella <<dicta S.Incoronata sive Ospedale>>. Ciò è anche confermato nella Statistica del regno di Napoli, ove appunto il relatore, parlando dei 2 ospedali esistenti nello stato di Novi, menziona quello appartenente al Comune di Angellara, titolato Spedaletto. Gli abitanti di questo paese, particolarmente affabili e tranquilli, vennero definiti dal Giustiniani <<abitatori che si contentano di raccogliere una quantità di granone e castagne sufficiente al proprio mantenimento e di ghiande per gli animali porcini>>. Il Paese, dalle case e dalle stradine silenziose, ha mantenuto un aspetto antico. Piacevole trovarsi tra le sue vie, visitare la chiesetta di S. Salvatore (dove nel 1712 il vescovo mons. Nicolai, ricevuto dal clero, indossò gli abiti pontificali) la piazza Olmo, dove troneggia la chiesa di S. Veneranda, e passeggiare per la campagna circostante, scoprendo la semplicità e la cordialità dei suoi abitanti. Una visita attenta e non fugace riporta alla mente vissuti lontani dove la vita era povera, scandita dal tempo delle stagioni. Varie sono le feste del paese nell'arco dell'anno, programmate e curate con attenzione dagli abitanti nel far vivere le loro tradizioni.


Nei dintorni

La posizione strategica di Angellara, incastonata tra i monti del Cilento, offre una molteplice varietà di itinerari, adatti a soddisfare ogni vostra esigenza.
Il paese può considerarsi un punto di snodo da cui si possono facilmente raggiungere numerosi siti di grande rilevanza turistica. Nel giro di pochi Km sono racchiusi splendidi paesini, ognuno dei quali per la sua tipicità e genuinità, merita almeno una breve visita.

Itinerari Storico-Religiosi

L’itinerario Storico-Religioso parte da Orria, dove si possono visitare il Museo Comunale della Civiltà Contadina, l’Arco della Fontana Vecchia ed i palazzi Gugliucci e De Feo, oltre alle numerose chiese (Chiesa di S.Felice, Chiesa S.Domenica, Chiesa di S.Sofia e di S.Elia). Si attraversa Gioi Cilento, dove è d’obbligo la visita dei ruderi del Castello, della cinta muraria, dei palazzi signorili, dei mulini ad acqua e di ciò che resta della Porta dei Leoni. A pochi passi da questo luogo, più precisamente nella frazione di Cardile, da non perdere il Palazzo Baronale con l’antico frantoio, il ponte di epoca medievale e la cappella della Madonna del Carmine. Si giunge, così, a Cannalonga, con il suo caratteristico Centro Storico, dalle vie strette e tortuose su cui si affacciano antichi casolari rurali. Di grandissimo rilievo il Palazzo Torrusio (il più grande palazzo storico del territorio). Passando per Angellara, si giunge a Vallo della Lucania, il cui antico nome Castrum Cornutum prendeva il nome dal luogo di origine dei suoi fondatori, Cornutum, città della Dalmazia.

Interessanti sono le visite alla Cattedrale di S.Pantaleone, Santo Patrono della città, alle chiese di S.Maria delle Grazie e S.Nicola, alla Cappella del Crocifisso, al Museo Diocesano e alla pinacoteca.

L’itinerario prosegue per Novi Velia, dove è possibile visitare l’importante Santuario della Madonna di Novi Velia sul Monte Gelbison, il Palazzo Vescovile, la Torre ed il Castello Feudale, oltre alle numerosissime chiese (tra cui segnaliamo quelle di S.Maria dei Greci e di S. Maria dei Longobardi).

Si giunge, infine a Ceraso, dove una serie di case costruite l’una sull’altra caratterizzano il famoso rione “mpieri Ceraso”. Affascinanti anche i Palazzi Di Lorenzo, Ferolla, Testa-Ferrara, la Casa Colonica De Marsilio ed il Palazzo Baronale. Tra le chiese, da visitare la Chiesa di S. Felice e di S. Martino e la Chiesa di S.Nicola.


Itinerari Naturalistici

Questo incantevole territorio, immerso nella tranquillità e nel verde del Parco, offre la possibilità di seguire diversi itinerari naturalistici, passeggiando piacevolmente alla scoperta della flora e della fauna locale.
Grazie, poi, alla sua particolare configurazione si presta a numerose attività sportive quali il trekking, a piedi e a cavallo, l'equitazione e i percorsi guidati tra i boschi di macchia mediterranea, nelle aree di verde attrezzato.
Tra le tante escursioni che si possono fare consigliamo quelle tra i comuni di Cannalonga e Novi Velia, in particolare sul Monte Gelbison, sul Pianoro di Fiumefreddo, sul Monte Falascuso e nei pressi dei torrenti Badolato, Carmine e Mennoia, ove è possibile praticare trekking sui tipici "tuzzi", vale a dire i punti più alti delle creste montuose, ed ammirare gli strapiombi tipici del posto, più comune chiamati "scanni".
Nei pressi di Ceraso emozionanti sono le passeggiate lungo il lago Fabbrica, il fiume Palistro ed il bosco Bruca, tra alberi di castagno, ontano e noce, mentre a Gioi è dolce il cammino lungo i torrenti Fiumicello e Fosso o tra i boschi di querceti, castagneti ed oliveti.
Ad Orria, infine, oltre alle suggestive passeggiate nei Valloni Orria e Cerreto e nei boschi di Scorzelle, S.Martino e S.Ginito, è possibile praticare trekking lungo gli antichi sentieri che si snodano in boschi meravigliosamente incontaminati.

Eventi eno-gastronomici

Nello splendido territorio della "Comunità Montana Gelbison e Cervati" è anche possibile degustare numerose varietà di prodotti agricoli e specialità gastronomiche. Tra I prodotti tipici della zona segnaliamo l'olio extravergine di oliva, i prodotti caseari, i salumi, il vino, i funghi, le castagne, il miele, i fichi e la frutta secca.
Tanti sono anche i piatti tipici locali. In particolare, tra le tante opportunità, Vi invitiamo a provare a Gioi "i frisiddi" (biscotti di grano), "la picea" (una focaccia) e il "foglia e patate", ad Orria la porchetta con le patate ed i fichi con il prosciutto, a Novi Velia "re mortedde" (mozzarella avvolta nelle foglie di mirto), a Ceraso la scarola in brodo con le polpette di carne e i "mugliateddi (involtini di interiora di capretto ripieni di prezzemolo, formaggio e aglio, cotti alla brace) e a Cannalonga "i cauzuni" (pasta sfoglia ripiena di ricotta e verdura, condita con il ragù), la "pizza chiena"  (un ripieno di salumi, formaggio, uova e aromi) ed "i vicciddi" (patate lesse condite con strutto, zucchero, lievito e noci).
Ricordiamo, infine, alcune tappe importanti per la promozione e la degustazione dei prodotti tipici locali:


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